The World of Manga

024_Shiho-Enta

Buon anno a tutti!!! (anche se in ritardo!). Dopo la lunga pausa dovuta in parte al viaggio natalizio e in parte ad un trasloco che al momento mi sta privando della linea internet, finalmente riprendo possesso del mio blog…

Sono stata in Olanda, ho visitato più musei e mostre possibili, ho così tanti spunti che non so davvero da che parte iniziare… e così comincerò da un’esibizione che non sapevo di incontrare, e che con l’arte olandese non centra nulla.. THE WORLD OF MANGA, presso il Wereldmuseum di Rotterdam.

Devo ammettere la mia sfrenata passione per il mondo di anime e manga, nata durante l’infanzia ma evolutasi di pari passo con la conoscenza approfondita della cultura giapponese, massicciamente presente in molte di queste storie. Ed è proprio da qui che la mostra in questione comincia.

La prima parte dell’esibizione infatti, mira a dimostrare come molti personaggi sovrannaturali che popolano le serie cartacee e televisive nipponiche non siano invenzioni totalmente ex novo, bensì riadattamenti di tradizionali figure mitologiche e folkloristiche. I guardiani buddisti ad esempio, posti all’ingresso dei templi, o gli Oni, simili agli orchi della tradizione occidentale, oppure le forme tipiche di Yokai, spiriti che affollano la tradizione del Sol Levante. Tutti loro li ritroviamo in manga e anime, più o meno modernizzati o filtrati attraverso la fantasia del mangaka, come eroi, coprotagonisti o avversari.

(Di seguito esempi di yokai nella tradizione e nei manga/anime: rispettivamente il demone volpe (kitsune) e il demone corvo (tengu))

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I curatori hanno sapientemente posto le statue di questi esseri mitologici di fronte a schermi che riproducevano sequenze animate che vedevano come protagonisti Ryu e Akuma, lottatori dell’ultra noto “picchiaduro” Street Fighter.

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Si arriva così alla zona dedicata a illustrazione e animazione, con un’intera sezione Mecha, in cui intorno alle opere d’arte di Shinkichi Tajiri, si dispiegano magnifiche immagini di Robot, tra cui spiccano le action figures tratte dalla roboante serie di videogiochi Armored Core.

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Superati i confini fantascientifici, ci immergiamo nel mondo di fantasy, slice of life e storia, con illustratori che sinceramente non conoscevo ma che mi hanno davvero colpita. Primo tra tutti Shiho Enta, classe 1979. (Non capendo il genere dei nomi giapponesi, e non trovando riscontri su internet, mi rivolgerò a loro con un generico maschile…)

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Il tratto evanescente e suggestivo, le atmosfere soffuse ed una calda raffinatezza sono i fattori che emozionano maggiormente, soprattutto nelle opere in cui Shiho rappresenta il libro Le Note del Guanciale, di Sei Shonagon. Dama di corte a Kyōto nel periodo Heian presso l’imperatrice Teishi, Sei scrisse una raccolta di osservazioni, aneddoti, giudizi, poesiole, lamentele, pettegolezzi e qualunque cosa avesse catturato il suo interesse negli anni che trascorse a corte: in particolare racconta i problemi che l’imperatrice Teishi dovette affrontare dopo che il padre morì e Fujiwara no Michinaga diede una delle sue figlie in sposa all’imperatore Ichijō.

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Ottimo artista anche Fuzichoco, le cui opere appaiono vivaci, oniriche, vagamente liriche, contraddistinte da colori pastello vibranti e fantastici.

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L’illustratore risulta anche commovente, sempre con grande delicatezza, ad esempio quando mostra la solitudine di una giovane prostituta, che sogna un’altra vita osservando la farfalla in gabbia, metafora della sua condizione.

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O quando racconta la storia di quattro amiche adolescenti ai tempi della seconda guerra mondiale, della loro vita e dei loro amori sui banchi di scuola, e conclude la narrazione con le ragazze fuori dalla scuola, appena ricevuto il diploma. Purtroppo sono solo in tre, perché la quarta non è sopravvissuta alla devastazione della guerra. La fanciulla centrale ha in mano la tipica foto funebre usata in Giappone e il diploma dell’amica scomparsa. In modo discreto e pacato, nelle poche lacrime delle protagoniste e nei loro sguardi giovanissimi eppure già così provati, si dispiega una tragedia che però lascia acceso un barlume di speranza, proprio nel futuro delle nuove generazioni. Non tutto è perduto..

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Atatsuki Katoh e Kina Kageyama differiscono parecchio dagli illustratori succitati. Il primo ha uno stile lineare e volutamente piatto, colori ben definiti, molto moderno, “occidentalizzato” oserei dire. Azzeccata la citazione di Banksy, davvero una bella trovata!

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Il secondo invece resta molto legato alla tradizione di cui parlavamo all’inizio, e le opere che ho potuto ammirare in questa esibizione sembrano un remake “acid” di ukiyo-e classiche.

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L’esibizione si conclude con un’intera sezione dedicata al film d’animazione Wolf Children – Ame e Yuki i bambini lupo, diretto da Mamoru Hosoda.

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Ci sono gli schizzi dei personaggi, i “making of” di alcune scene animate particolarmente complesse, ad esempio quando uno dei due bambini ruzzola sulla neve, e rotolando rotolando si trasforma in lupo. C’è anche uno spazio dove vengono proiettati alcuni spezzoni del film. La storia, brevemente, è quella di una diciannovenne che, all’università, conosce un ragazzo di cui si innamora, ricambiata. Successivamente l’uomo le confessa di essere l’ultimo esemplare di lupo giapponese. Dal loro amore nascono due figli, ma poco dopo il padre muore tragicamente, mentre è a caccia per procurare cibo ai piccoli. Con coraggio la donna decide di assumersi il difficile peso di questa strana maternità (non sapendone nulla di bambini-lupo!). Si rifugia così in campagna,  in modo da crescere i suoi figli in totale libertà, e dar loro la possibilità di scegliere se essere uomini o lupi. Ovviamente l’interazione con altri esseri umani crea tutta una serie di difficoltà che la giovane donna, da sola, dovrà affrontare… non vi anticipo altro nel caso voleste vederlo!

Insomma, non certo un excursus completo, non un Bignami del manga, ma un gradevole squarcio aperto su quest’arte, con molti spunti interessanti da approfondire e nomi di artisti che meritano davvero di essere conosciuti.

Un ultimo pensiero va all’allestimento, a mio parere un’esibizione ben strutturata, con certi ambienti di grande impatto e comunque mai noiosa o ripetitiva.

Un’ultimissssssima cosa, la mostra permanente sull’arte sacra estremo orientale è davvero stupenda, un motivo per visitare comunque il Wereldmuseum, anche a esibizione temporanea finita…

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10 risposte a The World of Manga

  1. elenaedorlando ha detto:

    Bello! Grazie per aver condiviso con noi la fantastica mostra.

  2. fulvialuna1 ha detto:

    Bentornata! E con quale meraviglia, i tuoi post sono speciali per me.
    Premetto che non amo i manga, non ho predisposizione per questa arte, però vado al cinema a vedere i film animati che sono stati presentati in questi anni; vado per la delicatezza delle storie, per i disegni raffinati, per la magia della storia stessa. Detto ciò passo alla mostra: bellissima e suggestiva in alcuni aspetti, anche se non sono predisposta l’avrei vista volentirei, conoscere è fondamentale per me. Mi sarei incantata davanti agli schermi, questo si, avrei (come stò facendo ora d’altra parte) apprezzato molto le illustrazioni e i colori dei volti delle fanciulle, e che dire con l’immagine d’apertura? E’ quella delicatezza che mi piace. Conclusione, grazie per le spieazioni e queste immagini, da questo momento fa capolino un pò di più in me questo genere di disegno, ecco il bello del sapere e di averti conosciuta.

    • musa inquietante ha detto:

      sei sempre troppo gentile! Sono contenta che alcuni illustratori ti siano piaciuti, penso che un animo predisposto all’arte, come il tuo, possa essere colpito da qualsiasi sua forma, anche una, come manga e anime, che non ti aveva mai ispirato tanto… questo depone solo a favore della tua spiccata sensibilità!!!! Anch’io come te adoro conoscere, direi che conoscere e amare sono i pilastri della vita!!! Grazie ancora per il tuo affetto e i tuoi preziosi contributi ai miei post!!!!🙂

  3. fulvialuna1 ha detto:

    Credo che anche un semplice disegno sia una forma d’arte che va considerata, poi ovviamente…Ti comunico che mia figlia è letteralmente impazzita per questo post e tra qualche giorno (scuola permettendo9 disegnerà, o almeno tenterà, di riprodurre alcuni volti che hai postato. Grazie anche da lei.

  4. lauraperego2013 ha detto:

    Stili e tratti diversi, ma tutti con il loro fascino! Posso sperare che sia una mostra itinerante e tra non molto arrivi in Italia? Nel caso se le guardie si distraggono io esco con uno di questi disegni sottobraccio🙂

  5. bakanek0 ha detto:

    Da appassionata di manga e anime quale io sono, vengo a tributarti un saluto, ringraziando per il bel post e le bellissime immagini. Ci sono mangaka che sono veri e propri artisti e poeti. Arigatou ^_^

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