Gli occhi di uno Sconosciuto

Ieri era il mio giorno libero, e ho deciso di trascorrerlo, nonostante il caldo atroce, in giro per Siena, passando da un museo ad una chiesa ai vicoli di una contrada…

Tra le meraviglie che mi ero prefissata di vedere (Duccio, Simone Martini, Lorenzetti bros, Sodoma, Vecchietta) e che non hanno assolutamente deluso le mie aspettative, ce n’è stata una del tutto inaspettata e assolutamente appagante: la mostra di Steve McCurry a Santa Maria della Scala. Penso che molti di voi già lo conoscano, ma per chi deve ancora colmare questa lacuna McCurry è un grandissimo fotoreporter americano, classe 1950. Il suo essere un reporter di guerra lo ha spesso messo in pericolo di vita, ma gli ha consentito di dare alla luce scatti davvero fenomenali. Sprezzante del pericolo, McCurry divenne famoso quando, nel 1985, travestito in abiti tipici locali, attraversò il confine tra Pakistan e Afghanistan, controllato dai ribelli, poco prima dell’invasione russa. Quando tornò indietro portò con sé i rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti. Immagini pubblicate in tutto il mondo, tra le prime a documentare quel conflitto. Successivamente, Steve ha continuato a coltivare il suo profondo amore per i posti più difficili del mondo, i luoghi “al limite”, i fronti di guerra, ed è proprio in questi frangenti che la sua ispirazione trae maggiore linfa.

La serie del fotografo che preferisco in assoluto è quella dei ritratti. Guardandoli, osservandoli a fondo durante la mia visita, mi sono chiesta quale sia la magia che alcuni artisti possiedono, e che permette loro di catturare l’essenza delle persone. Ieri ho visto sguardi, espressioni, che mi hanno davvero mozzato il fiato.

INDIA. Mumbai (Bombay). 1996. Red Boy during Holi festival.

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Ma non solo i volti meritano attenzione. I colori delle composizioni sono fantastici, McCurry riesce a creare delle vere e proprie sinfonie di forme e cromie, indovinando punti di vista inediti, cogliendo l’attimo in modo prodigioso. Compresa nel prezzo del biglietto è disponibile un’audio-guida, in cui l’artista stesso spiega alcune delle foto esposte.

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Un valido supporto che io personalmente ho trovato prezioso per conoscere appieno la mentalità del fotografo e per pormi dal suo punto di vista. E’ come se anch’io mi trovassi dietro l’obbiettivo nel momento in cui McCurry ha scattato la foto.

Più che le mie parole, voglio che parlino le immagini, solo un assaggio del patrimonio che questa mostra custodisce. Chi può non si lasci assolutamente sfuggire l’occasione di ammirare gli attimi che Steve immortala con la maestria degna di un grande genio della pellicola!!

Qui il suo sito ufficiale: http://stevemccurry.com/

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. elena ha detto:

    Ogni immagine è un’opera d’arte. Grazie per aver visitato la mostra ed averne parlato

    1. musa inquietante ha detto:

      Grazie a te per aver letto il post… è vero, sono immagini fantastiche, in quella mostra ho perso la cognizione del tempo. Anche l’allestimento è accattivante, soprattutto in alcune sale!!

  2. dafnevisconti ha detto:

    I ritratti dei bravi fotografi portano sempre con loro una cominicatività speciale. Io penso che questa “capacità” derivi anche da doti innate del fotografo, doti che riguardano la capacità di entrare in empatia con le persone in modo immediato, così che esse possano rapidamente affidare la loro essenza allo sguardo di quel fotografo che, attento e rispettoso, fa lo scatto.

    1. musa inquietante ha detto:

      sono assolutamente d’accordo con te!!E sono proprio queste doti a distinguere un Fotografo da un tizio con la macchina fotografica… grazie per la tua considerazione totalmente condivisibile!!

  3. Federico ha detto:

    Mc Curry…sì, lo conosco bene, e mi dispiace di non esser mai andato a una sua mostra. Queste foto mi ricordano che dovrò andarci prima o poi!

    1. musa inquietante ha detto:

      Sì, ne vale assolutamente la pena… per me era la prima sua mostra e l’ho trovata affascinante e coinvolgente…

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