Arte o Arte del Marketing?

Per il ciclo “arte controversa” oggi vorrei sottoporvi il caso di Aelita Andre, una bambina canadese che a 6 anni ha già all’attivo mostre in tutto il mondo, che vende tantissimo e la cui prima Personale è stata all’età di 4 anni a New York… E’ conosciuta come il prodigio del colore, per l’abilità con cui riesce ad accostare e fondere cromie. Figlia di un pittore e di una fotografa, Aelita viaggia per il mondo con i suoi quadri, e durante la suddetta mostra di New York ha fatto registrare il sold-out di opere in sette giorni.
Con tanto di sito, pagina di wikipedia e videi su Youtube (i cui link troverete alla fine dell’articolo), la piccola Aelita è già una stella di tutto rispetto nel Pantheon degli artisti contemporanei, paragonata a Pollock, a Dalì e a Picasso.
Da qui sorge la domanda: action painting effettuato per lo più con la tecnica del dripping e con l’aggiunta di oggettini tridimensionali come maschere, farfalline di plastica e pon pon, fatto da una bimba che a quanto pare ha creato il suo primo quadro quando aveva appena nove mesi, può essere considerata arte?
Io come al solito mi astengo dall’esprimere qualsiasi giudizio a riguardo, ma mi chiedo: se ognuno di noi, da appena nato, fosse stato messo nelle condizioni di avere a disposizione colori di ogni tipo, tele sparse per il pavimento ed una stanza tutta per noi dove sporcarci e sperimentare come meglio credevamo, senza limiti, non saremmo stati tutti artisti? Io personalmente ricordo che mia madre non voleva che mi sporcassi o che sporcassi il pavimento, ovviamente guai a me se per sbaglio scrivevo sui muri e comunque i colori a mia disposizione erano 12 pennarelli e altrettante matite… e lo stesso vale per molte persone di mia conoscenza. Posso quindi accusare i miei di aver represso la mia genialità artistica, o semplicemente quella di un bimbo di pochi anni non è proprio arte, ma la normale espressione di un mondo interiore fatto di pura fantasia e creatività, la cui prima rappresentazione è il colore? L’arte è tale se chi la pratica è consapevole della valenza artistica del suo atto o è arte a prescindere dal creatore? L’arte, insomma, è nella mente di chi crea o nell’occhio di chi guarda? Perché a nove mesi o due anni mi sembra quantomeno improbabile che Aelita sapesse quello che faceva, ma alla fin fine ciò ha importanza ai fini della valutazione di cosa sia arte? L’arte inconsapevole ha lo stesso valore di quella consapevole?
In conclusione: Aelita è un’artista o i suoi genitori sono grandi imprenditori?
Lo so, questo post contiene più interrogativi che altro, ma mi piacerebbe avere uno scambio di opinioni, per arrivare ad una sintesi tra i pareri contrastanti che mi frullano in testa…

http://www.aelitaandre.com/

http://en.wikipedia.org/wiki/Aelita_Andre

http://www.youtube.com/user/aelitaandre?feature=watch

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9 risposte a Arte o Arte del Marketing?

  1. p o e s i A r t e ha detto:

    penso che questo tipo di Arte abbia un linguaggio in cui prevalga puro istinto. Esula da programmi, concetti, insiti in un opera d’arte che ne attestino il valore. Manca di significato. L’accostamento di colore non è sufficiente. Anche se può risvegliare un gusto estetico positivo nel fruitore. Manca il pensiero, la ‘struttura’ che anche in opere apparentemente poco intellegibili lega il significato alla contemporaneità. Condivido totalmente le tue riflessioni. 🙂

  2. mariannuccia04 ha detto:

    Se consideriamo istinto, inconsapevolezza e talento attributi primi dell’arte, allora credo che si possa dire di avere di fronte un’artista.Le opere sono eccezionali, ritengo sia la sua stessa natura a guidarla alla ccreazione. …cosa c’è di più magico?

    • musa inquietante ha detto:

      Opinione interessante, grazie per averla condivisa!!! Immagino che la concezione di ciò che sia arte sia talmente ampia e sfaccettata che tutte le idee in merito risultano ugualmente giuste e sacrosante!!

  3. elena ha detto:

    I quadri sono veramente belli! Alla tua domanda se questa sia veramente arte, io non so rispondere, anche perché non credo che l’età possa influenzare il processo artistico, Mozart a 5 anni ha iniziato a comporre e nello stesso tempo credo che il Pollock ubriaco delle ultime opere non fosse molto più cosciente della piccola Aelita. Nello stesso tempo penso che l’arte dovrebbe dire qualche cosa di non già detto sulla realtà e l’action painting è nata più di 60 anni or sono con l’incoraggiamento di Greenberg. Ma grazie per il bellissimo post!

    • musa inquietante ha detto:

      grazie mille per le considerazioni, senza dubbio pertinenti e condivisibili.. Penso che Mozart, sebbene a soli 5 anno, sapesse cosa creava, così come Leopardi a 9.. Aelita invece suppongo che all’inizio non avesse alcuna cognizione del senso delle sue azioni, e penso sia una differenza importante nelle nostre riflessioni..

  4. Petrolca ha detto:

    Inconsapevolezza, istinto… è sicuramente per queste caratteristiche che i suoi dipinti riscuotono tanto successo, e sono sicuramente efficaci, nella mente di chi guarda, i rimandi culturali delle maschere in un dipinto festosamente colorato, rimandi di cui, ovviamente, la bambina non può avere alcuna consapevolezza. Ma un artista sceglie da sé le tecniche, i supporti, gli oggetti da inserire per le sue opere e una bimba così piccola avrà già a disposizione tutti i colori, i materiali e i supporti, che per quanto vari, sono comunque già decisi da chi glieli ha procurati, a lei spetta farne un “collage”, metterli insieme, ma si tratta comunque di elementi già stabiliti: non è ovviamente lei a procurarsi (e quindi scegliere) farfalle piuttosto che cavallette, o maschere piuttosto che guantoni da rugby, ma allora in che misura si tratta davvero di inconsapevolezza? Così come mi sono chiesta, quanto è trattenuta una bambina così piccola dallo sguazzare con le manine dentro a quell’insieme di colori così densi e invitanti… e quindi anche qui, quanto davvero c’è di impulsività e inconsapevolezza? Se cade la tesi dell’istinto crolla il fascino principale di questi dipinti e il motivo per cui secondo me non si può definire artista è proprio questo, quanto davvero è trattenuta una bimba così piccola dall’essere realmente sé stessa?
    p.s. scusa se mi sono dilungata e complimenti per il tuo blog, è davvero uno dei più affascinanti in cui mi sia mai imbattuta!

    • musa inquietante ha detto:

      Il tuo commento è davvero interessante e ti ringrazio di cuore per aver arricchito il post con una considerazione così ragionata e condivisibile. Credo che la sensazione, a livello soggettivo, che questa sia arte o meno, dipende dalla definizione che ognuno di noi dà al concetto stesso di arte… e credo che io e te abbiamo una definizione molto simile in mente. Secondo te cos’è l’Arte? 🙂

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