I try to see behind your mask, but you are not there….

I try to see behind your mask, but you are not there....

Il tema del Teatro nel Teatro, tanto caro al periodo barocco, e la drammaticità del Caravaggio, si coniugano con l’essenzialità del soggetto di Jette Van der Lende. Le maschere, brillanti di luce impalpabile, si stagliano su uno sfondo nero, come velluto che avvolge ed esalta le forme dorate. Il fruitore si trova così dinanzi a se stesso, alla propria solitudine interiore e alla caducità della vita umana, sottolineata dall’ associazione, in altre opere simili, tra la maschera e la farfalla, o la bolla di sapone. L’irrevocabilità del tempo che passa è infatti un sentimento che contraddistingue da sempre la Van der Lende. La pittrice norvegese lascia trapelare in tal modo la grandezza e la fragilità umana, attraverso dettagli semplici ma d’impatto. La tela diventa dunque uno specchio di noi stessi e delle nostre paure più ataviche, secondo quanto ci insegna Oscar Wilde “E’ lo spettatore, e non la vita, che l’arte riflette davvero”.

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