La Stagione dell’Arte Araba

Qualche giorno fa, navigando tra i gruppi d’arte a cui sono iscritta su Linkedin, mi è capitato di leggere un articolo di qualche mese fa, ma molto interessante. Quindi ho deciso di riportare il link originale e di tradurlo in italiano.

http://www.majalla.com/eng/2013/03/article55239525?goback=%2Egde_4412618_member_225083995

“Blog CULTURAL CONNECTION: “L’arte deve essere il modo migliore di costruire fiducia tra i Paesi” – Issa Touma, Fotografa Siriana. Cultural Connection fornisce aggiornamenti sulla scena artistica Araba e Iraniana da scrittori di tutto il Medio Oriente e il mondo occidentale.

E’ un buon periodo per vedere l’arte nel mondo arabo, e forse è un tempo anche migliore per essere un artista Arabo. La Sharjah Biennale è in pieno svolgimento per i prossimi due mesi  (13 Marzo – 13 Maggio) e l’ Art Dubai apre il 20 Marzo con l’accompagnamento dei programmi di SIKKA 2013 e Air Dubai, che provvedono a presentare gli artisti locali. Nel frattempo, le aspettative stanno crescendo intorno ai lavori degli artisti arabi presenti alla Biennale di Venezia, a Maggio, un incrocio tra le Olimpiadi e gli Oscar del mondo dell’arte mondiale. Perché l’arte è diventata un affare tanto grosso all’interno del mondo Arabo? Ci sono cinque buone ragioni:

1) Collezionisti. In un’epoca di cultura di massa, le Belle Arti sono insolite e per questo motivo continuano a dipendere dall’intima connessione tra due persone: l’artista e il collezionista. Spesso è una relazione stressante. Gli artisti idealisti e ribelli fanno affari con speculatori svegli, industriali multimilionari, ereditiere e principi. Nel pieno della recessione globale, il Medio Oriente è uno dei pochi posti dove l’interesse per l’arte sta crescendo e i collezionisti comprensivi beninformati sono in aumento. I grandi mercanti d’arte internazionali hanno preso nota e stanno aprendo Gallerie nel Medio Oriente, così come frequentano fiere ed eventi artistici della regione, come quelle in Sharjah e Dubai.

2) Turismo Culturale. Questa è l’età degli “Starchitetti”. Gli architetti Star, ideatori di edifici appariscenti che agiscono come manifesto per le città e portano turisti. Ma gli edifici non possono semplicemente essere grandi e appariscenti, necessitano di contenuto e significato. L’edificio museale porta con sé il tipo di visitatori che rende una città una destinazione da dover vedere. (Ha funzionato per la lercia Bilbao nella regione basca della Spagna, una volta associata solo a pesce, guerra civile e terrorismo). Si stanno pianificando e costruendo nuovi musei dalla Palestina al Golfo, incluso l’ambizioso Louvre Abu Dhabi.

3) Internazionalismo. Dall’alba del modernismo, l’arte è stato un affare internazionale. La Parigi del XIX secolo attraeva artisti da tutto il mondo e accendeva l’interesse per la cultura globale, dalle stampe Giapponesi alle maschere Africane, dai compositori Russi al jazz Americano. C’era un tempo in cui gli Arabi sembravano sospettosi nei confronti del mondo ma non è più così. Con l’ascesa di comunicazione satellitare, media digitali e rivoluzioni politiche, l’esperienza araba incarna i grandi trand dell’epoca. Una diaspora di artisti arabi, educati all’estero e spesso figli di rifugiati, sono nella giusta posizione per poter articolare questa esplosione sul palco internazionale. Il grande successo dell’ esibizione in tour Edge of Arabia dimostra che l’esperienza araba ha una risonanza globale.

4) Astratto – Concettuale. Molte interpretazioni tradizionali dell’Islam mettono in guardia i credenti dal dipingere figure umane. Come risposta, gli artisti arabi abbracciavano di solito la calligrafia e le arti decorative. Ma con l’ascesa dell’arte Concettuale, gli artisti medio – orientali si sono impegnati nelle Arti Maggiori, trovando il modo di rispondere al mondo senza rappresentarlo, attraverso arte digitale o video art (come quella dell’artista saudita Ahmed Matar) ma anche attraverso esperimenti in museum curation. Gli artisti Walid Raad e Khalil Rabah, per esempio, hanno montato spettacoli per promuovere analisi storiche rispettivamente di Libano e Palestina.

5) Acutezza. L’arte moderna può sembrare fredda e ambigua. Anche i pezzi celebrativi degli esponenti della Pop – Art come Warhol hanno un acume forte, sardonico. A confronto, il lavoro degli artisti arabi è più riflessivo e aperto, favorendo l’avvincente acutezza del diwan piuttosto che la sarcastica critica dell’outsider. Ciò è visibile nei video lavori di Khalid Al-Gharaballi, dal Kuwait,  o della Palestinese Larissa Sansour, o nei lavori concettuali come la richiesta di immigrazione dell’Egiziano Raafat Ishak, mandata a 194 governi. Forse l’acutezza è il tema unificante dell’arte medio orientale, e la massima ragione del suo successo.”

Di seguito i link di Art Dubai e Shajah Biennale:

http://artdubai.ae/about

http://www.sharjahart.org/biennial/sharjah-biennial-11/welcome

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4 risposte a La Stagione dell’Arte Araba

  1. elena ha detto:

    Concordo in pieno con quanto scritto sopra. Corrisponde con quanto ho visto due giorni fa nel padiglione dell’Arabia Saudita alla Biennale.

  2. elena ha detto:

    Mi è piaciuta molto, come ho scritto nel post del 25 giugno, ma allora avevo visto solo le esposizioni ai Giardini. Ora, con quelle dell’Arsenale posso dire che è veramente interessante. Ha ragione Sgarbi quando dice che è fredda, ma a me questo piace, la sua (di Sgarbi) era un ammasso inconcludente di opere su cui predominavano i nudi e le parti intime, troppo calorosa per i miei gusti. Ma è naturalmente un mio modo di vedere l’arte, che spesso identifico con la scienza: un disperato bisogno di capire l’essenza della realtà alla quale si giunge però controllando impulsi ed emozioni spesso imposti dal sociale e quindi non artistici. Scusa la lungaggine. Comunque sabato ho fatto circa 500 foto e presto con quelle riuscite meno peggio ci farò su un po’ di post .

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